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The Next Big Thing

Gli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano presentano a distanza di oltre due anni le infografiche, un’occasione per riflettere sullo sviluppo della trasformazione digitale.
Nello specifico, l’attenzione si pone sullo stato di avanzamento rispetto a:
- tecnologie e Business Model più innovativi;
- nuovi settori in crescita;
- imprese emergenti e Big Companies a livello globale;
- regolamentazione e orientamenti delle Authority Antitrust.
Il documento mette in evidenza anche i principali cambiamenti a livello economico e geopolitico che possono influenzare maggiormente la trasformazione digitale.
La frammentazione dell’economia a livello mondiale, ad esempio, potrebbe portare ad una minore omogeneità di Internet, già differenziato nelle diverse zone geografiche a causa delle normative locali.
In parallelo, la sempre crescente conflittualità tra diverse aree del mondo porta le tecnologie digitali ad avere un ruolo sempre più centrale nello sviluppo di nuovi armamenti e strategie di guerra.
La pandemia, come testimoniato dalla precedente edizione del Rapporto, aveva fatto registrare un vero e proprio boom della percentuale di popolazione mondiale connessa. Da allora, i dati sono ulteriormente cresciuti e oggi la percentuale è arrivata al 67,1%, con più di 5 miliardi di persone che utilizzano i social media.
Il Rapporto del 2021 metteva in evidenza i successi degli NFT (Non-Fungible Token) e le grandi prospettive della realtà virtuale e aumentata, nonché del Metaverso come evoluzione di Internet, come testimoniato dalla scelta di Mark Zuckerberg di ribattezzare Facebook con il nome Meta Platforms.
Inoltre, si parlava di AI-Artificial Intelligence, anche se l’impatto di questa tecnologia aveva fino ad allora toccato il grande pubblico solo in maniera marginale.
Tra le grandi aziende planetarie all’inizio solo Meta, e in misura minore Microsoft, avevano creduto e investito in alcune di queste innovazioni, immaginandole come “Next Big Thing” dopo Internet.
La scintilla che ha scatenato su queste novità i big players della tecnologia è stata il lancio di ChatGPT da parte di OpenAI, supportato da Microsoft: sono circa 200 miliardi di $ gli investimenti complessivi di Microsoft, Alphabet- Google, Amazon e Meta previsti per il 2024, ai quali aggiungere quelli di Nvidia, Apple, Oracle e IBM.
Scenari futuri

La crescita della trasformazione digitale è stata nel tempo così impressionate che non si può non pensare che le evoluzioni future non abbiano un impatto sull’intera economia mondiale e sulla vita di tutti gli abitanti del pianeta, impattando sugli equilibri geopolitici.
Quali previsioni si possono fare?
Come già anticipato, l’idea di un unico mercato mondiale, che ha portato anche alla nascita della WTO, sembra sfumare ogni giorno di più visto il peso sempre maggiore di sussidi e politiche protezionistiche per interessi strategici. Di conseguenza, anche Internet potrebbe avere un’evoluzione differenziata a seconda delle aree geografiche.
Allo stesso tempo, la centralità di droni, satelliti e AI nell’analisi in tempo reale di grandi masse di dati, cambierà molto probabilmente le politiche militari a livello globale.
E poi, c’è un grande tema: la questione ambientale.
Per fare solo un esempio, le emissioni di Google sono cresciute negli ultimi 5 anni del 50%, rendendo evidente la presenza di un conflitto fra trasformazione digitale e transizione ambientale, diventato sempre più ampio a causa della grande espansione dei Data Center per finalità legate all’utilizzo dei servizi di AI.
Il problema, oltre ad essere ambientale, è anche energetico. Negli USA, patria dei Data Center, si pensa che raddoppierà la domanda di energia elettrica necessaria per farli funzionare e nel giro di un paio d’anni l’offerta disponibile potrebbe non essere in grado di soddisfarla.
La soluzione? L’ipotesi è quella di sviluppare su modelli AI di minori dimensioni e istruiti con dati di qualità più elevata, con un doppio vantaggio per l’ambiente e per l’attendibilità degli output generati. L’ostacolo a questa evoluzione è rappresentato dal desiderio parallelo di pensare sempre più in grande, con l’obiettivo di rendere l’intelligenza artificiale più evoluta dell’intelligenza umana.
Sempre in tema ambientale, la capacità dell’AI di analizzare in maniera rapidissima una quantità gigantesca di dati, la pone come una possibile alleata fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici.

Altro fattore da tenere in considerazione: l’impatto sul mondo del lavoro.
Nel periodo pandemico, la possibilità di svolgere da remoto una grande quantità di attività è stata fondamentale per continuare a mantenere in piedi la produttività di molte aziende e a superare una fase molto critica.
In realtà lo Smart Working ha generato un vero e proprio cambiamento di paradigma nell’ambito dell’organizzazione aziendale in quanto, per le funzioni che lo consentono, è diventato la prassi, permettendo ai lavoratori di migliorare la propria situazione in termini di Work Life Balance, con ricaduta positiva per le imprese in termini di impegno e senso di appartenenza delle risorse umane.
Per quanto riguarda invece le aziende manifatturiere, nelle quali il lavoro a distanza non è possibile per diversi servizi, è la presenza dei robot dotati di AI generativa, in grado di svolgere mansioni specifiche e di dialogare con lavoratori e clienti, ad avere una possibilità di sviluppo importante nel futuro più o meno prossimo.
L’evoluzione tecnologica, come è sempre stato, per quanto riguarda il lavoro genera entusiasmo e preoccupazione allo stesso tempo: interesse per le aziende in termini di produttività e abbattimento dei costi, timore da parte della forza lavoro di diventare facilmente sostituibile.
Di contro, va anche detto che molti paesi (tra cui l’Italia) hanno tassi di natalità molto bassi e l’invecchiamento della popolazione è un fenomeno sempre più preoccupante: la tecnologia può sopperire nel medio-lungo termine alla difficoltà di trovare personale per svolgere le attività aziendali.
La penetrazione e l’impatto della trasformazione digitale nella vita dei cittadini sta portando ad un ampliamento della regolamentazione a salvaguardia dei diritti individuali. Da questo punto di vista l’Europa è sempre all’avanguardia e solitamente i suoi standard vengono adottati a livello globale, come è accaduto sul tema della privacy.
La questione più critica riguarda in questo momento la normativa sull’intelligenza artificiale. Anche in questo caso l’UE ha giocato d’anticipo ma ci sono delle difficoltà dovute alla continua evoluzione del fenomeno. Orientamento opposto è stato seguito negli USA, dove i vincoli sono più blandi per non limitare lo sviluppo della tecnologia, con tutti i rischi che ne conseguono.
Di seguito alcuni dati delle infografiche sul mercato italiano.
Innovazione tecnologica

AI
- 98% della popolazione ha sentito parlare di AI.
- 77% della popolazione manifesta timori contro la AI (al primo posto gli impatti sul mondo del lavoro).
- 3,8 MLN i posti di lavoro che nel 2023 potrebbero essere stati sostituiti dalle nuove capacità delle macchine.
Web3
Investimenti delle aziende
- 2020: 23 MLN €
- 2021: 28 MLN €
- 2022: 42 MLN €
- 2023: 38 MLN €

Criptovalute e Token: li hai mai posseduti o vorresti averli?
59% No
- 27% Conosco, ma mai acquistati
- 32% Non so cosa siano
41% SÌ
- 20% Non attualmente, ma voglio farlo in futuro
- 10% Non attualmente, ma ne avevo in passato
- 11% Ne possiedo tuttora
Cybersecurity
- 2,15 MLD € spesa (+16% vs 2022)
- 74% aziende che hanno rilevato un aumento degli attacchi cyber.
- 12% aziende che hanno subito degli attacchi cyber con conseguenze tangibili.

Top 3 priorità di azione
- 71% formazione dei dipendenti
- 44% gestione del rischio delle terze parti
- 42% aggiornamento strumenti di protezione

Utilizzo di soluzioni AI
- 22% in maniera estesa
- 34% in maniera marginale
- 22% introduzione prevista nei prossimi 12 mesi
- 22% no e non è prevista l’introduzione
Posizione Italia nel Digital Economy and Society Index (DESI) sulle competenze digitali:
- 25° posto su 27
Extended Reality
I progetti per settore dal 2020

301 progetti B2C
- 28% Retail
- 22% Turismo/Hospitality/Food
- 13% Education
- 7% Manifatturiero
- 7% Automotive
- 6% Sanità/Pharma
- 5% Media/Pubblicità/Intrattenimento
- 12% Altro

181 progetti B2B e B2E
- 30% Manifattueriero
- 19% Sanità/Pharma
- 11% Training & Consulting
- 9% Utility/Energy
- 6% Retail
- 6% Pubblica Amministrazione
- 3% Logistica e Trasporti
- 16% Altro
52% degli internet user dichiara di conoscere almeno un mondo virtuale (compresi i mondi gaming).
25% degli internet user che sono entrati all’interno di un mondo virtuale nell’ultimo anno.
Innovazione di settore
Digital Content
La spesa del consumatore in abbonamenti o acquisti singoli
- 2020: 2,5 MLD €
- 2021: 3,1 MLD €
- 2022: 3,4 MLD €
- 2023: 3,6 MLD €

La distribuzione della spesa del consumatore
- 44% Video intrattenimento
- 42% Gaming
- 9% Audio digitale
- 5% News & eBook

La crescita della raccolta pubblicitaria delle piattaforme nel 2023
- +14% Video intrattenimento
- +24% Musica
- +5% News
Retail
- Valore dell’eCommerce di prodotto nel 2023: 35 MLD €
Andamento di prodotto nel 2023 rispetto al 2022
- +8% eCommerce
- +4% Totale Retail (online + offline)
Incidenza dell’online sul totale Retail di prodotto nel 2023: 11%
Incidenza degli investimenti in digitale sul fatturato Retail
- 2022: 2,5%
- 2023: 3,1%

Semplificare e rendere autonoma l’esperienza del cliente
- 44% Digital Signage
- 35% Chioschi digitali
- 24% Self Scanning
- 21% Self Check-out
Innovazione di processo
B2B
- Valore dell’eCommerce B2B di prodotto nel 2023: 265 MLD €
- Imprese che investono in Digital B2B: 79%

Principali aree di investimento:
- 35% Gestione elettronica documentale
- 22% Cloud
- 19% ERP
- 9% RPA
Innovative Payments
Pagamenti digitali
- 2020: 269 MLD €
- 2021: 331 MLD €
- 2022: 397 MLD €
- 2023: 444 MLD €
Mobile e Wearable Payment
- 2020: 5 MLD €
- 2021: 9,7 MLD €
- 2022: 20,2 MLD €
- 2023: 35,1 MLD €
Buy Now Pay Later
- 2020: 0,4 MLD €
- 2021: 1 MLD €
- 2022: 2,7 MLD €
- 2023: 4,6 MLD €
Out of Home
Valore del mercato Out of Home
- 2020: 364 MLN €
- 2021: 438 MLN €
- 2022: 617 MLN €
- 2023: 696 MLN €

Tipologie di impianti
- 71% Roadside
- 28% Transit
- 1% Retail & Leisure
Valore del mercato Digital Out of Home
- 2020: 69 MLN €
- 2021: 97 MLN €
- 2022: 166 MLN €
- 2023: 201 MLN €
Valore del mercato Programmatic Digital Out of Home
- 2023: 10 MLN €
Digital Advertising (stima 2024)
- Mercato pubblicitario: 10,9 MLD €
Mercato pubblicitario per formati
- 55% Video
- 41% Immagini/statica
- 4% Audio
Raccolta pubblicitaria sui contenuti video: 4,7 MLD € (43% sul totale)
Raccolta pubblicitaria su device TV: 4,3 MLD € (39% sul totale)
Raccolta pubblicitaria su device TV 2.0: 568 MLN € (13% sul totale TV)
Internet Advertising
Andamento del mercato
- 2021: 4,3 MLD €
- 2022: 4,5 MLD €
- 2023: 4,9 MLD €
- Stima 2024: 5,4 MLD €

Stima 2024 format pubblicitari
- 39% Video
- 27% Altro Display
- 26% Search
- 7% Classified ed eCommerce Advertising
- 1% Email e audio
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