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Negli ultimi anni il telemarketing è stato spesso raccontato soprattutto attraverso i suoi eccessi: chiamate aggressive, pratiche commerciali scorrette e fenomeni di spam telefonico sempre più diffusi. Una narrazione che ha progressivamente alimentato la diffidenza dei consumatori verso qualsiasi contatto telefonico commerciale.
Eppure, il teleselling rappresenta ancora oggi un segmento importante dell’economia dei servizi. In Italia il settore del telemarketing legale genera un giro d’affari stimato in circa 3 miliardi di euro all’anno, coinvolgendo oltre 2.000 call center censiti e circa 80.000 addetti.
Accanto a questo mercato regolato, tuttavia, si è sviluppato nel tempo un ecosistema parallelo fatto di operatori irregolari e call center localizzati all’estero che utilizzano tecniche di falsificazione dell’identità telefonica per aggirare le normative e aumentare il tasso di risposta degli utenti.
Per contrastare questa pratica, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha introdotto nel 2025 un sistema di filtri anti-spoofing applicati direttamente sulle reti degli operatori telefonici, con l’obiettivo di bloccare automaticamente le chiamate provenienti dall’estero che utilizzano numerazioni italiane falsificate.
L’introduzione di questo sistema rappresenta uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni nel tentativo di ristabilire trasparenza e fiducia nel contatto telefonico tra aziende e consumatori.
Il filtro anti-spoofing AGCOM: un breve recap

Una delle tecniche più utilizzate nel telemarketing illegale degli ultimi anni è il CLI spoofing (Calling Line Identification spoofing), ovvero la manipolazione del numero telefonico visualizzato sul display del destinatario. In pratica, il chiamante altera l’identificativo della chiamata facendo apparire un numero italiano credibile (spesso un numero mobile o fisso apparentemente locale) anche quando la chiamata proviene in realtà dall’estero.
Questa pratica ha consentito a molti call center irregolari di aggirare la diffidenza degli utenti e aumentare il tasso di risposta alle chiamate. Il risultato è stato un forte aumento delle telefonate indesiderate e, soprattutto, una crescente perdita di fiducia nei confronti del contatto telefonico commerciale.
Il sistema è stato progettato per intercettare automaticamente le chiamate provenienti dall’estero che utilizzano numerazioni italiane falsificate, impedendo che raggiungano l’utente finale.
L’introduzione del sistema è avvenuta in due fasi operative:
- agosto 2025, con il blocco delle chiamate spoofate che utilizzano numeri fissi italiani
- novembre 2025, con l’estensione del filtro anche alle numerazioni mobili italiane
Il meccanismo verifica la coerenza tra il numero visualizzato e la reale provenienza della chiamata: se una chiamata arriva dall’estero ma mostra un numero italiano che non risulta effettivamente in roaming, viene bloccata prima di raggiungere l’utente.
I primi dati diffusi dall’Autorità hanno mostrato immediatamente l’impatto del sistema: decine di milioni di chiamate con numerazioni falsificate sono state intercettate e bloccate nelle prime settimane di applicazione.
I primi risultati: milioni di chiamate bloccate

A pochi mesi dall’introduzione del filtro, i dati iniziali confermano l’ampiezza del fenomeno che il sistema mira a contrastare.
Secondo le comunicazioni diffuse da AGCOM, oltre 49 milioni di chiamate illecite provenienti da numerazioni mobili falsificate sono state bloccate nei primi giorni di applicazione della seconda fase del filtro. Un numero che evidenzia quanto fosse diffusa la pratica dello spoofing nel mercato del telemarketing.
In alcuni momenti iniziali di monitoraggio, le analisi hanno evidenziato che una quota significativa del traffico telefonico apparentemente nazionale risultava in realtà generata da chiamate provenienti dall’estero con numeri manipolati.
Questi dati offrono un’indicazione molto chiara: il fenomeno delle chiamate fraudolente non era marginale, ma rappresentava una componente rilevante del traffico telefonico commerciale.
Il filtro anti-spoofing ha quindi svolto una prima funzione fondamentale: rendere visibile la reale dimensione del problema, riportando maggiore chiarezza nel sistema delle comunicazioni telefoniche.
Come cambia il mercato del telemarketing

L’introduzione del filtro non ha un impatto solo sul piano tecnico, ma produce effetti anche sul funzionamento complessivo del mercato del telemarketing.
Il primo cambiamento riguarda la riduzione delle chiamate fraudolente. Molte campagne illegali basate sull’utilizzo di numerazioni falsificate diventano improvvisamente inefficaci, perché le chiamate non riescono più a raggiungere i destinatari.
Un secondo effetto riguarda la maggiore trasparenza del contatto telefonico. Se una chiamata proviene realmente dall’estero, il numero visualizzato lo riflette in modo chiaro. Questo consente agli utenti di riconoscere più facilmente l’origine della chiamata e valutare se rispondere.
Nel medio periodo, queste dinamiche possono contribuire anche a un altro risultato importante: ricostruire la fiducia dei consumatori nei confronti del contatto telefonico commerciale.
Quando il mercato è dominato da chiamate anonime o manipolate, ogni telefonata viene percepita come potenzialmente sospetta. Riducendo questo fenomeno, il filtro crea le condizioni per riportare il teleselling in un contesto più trasparente e professionale.
Perché il filtro favorisce le aziende etiche

Un aspetto spesso poco evidenziato è che il filtro anti-spoofing non introduce nuovi vincoli per gli operatori che già lavorano nel rispetto delle regole.
Le aziende che gestiscono campagne di contatto telefonico in modo corretto utilizzano numerazioni identificabili, rispettano le normative sulla privacy e operano nel rispetto del Registro Pubblico delle Opposizioni. Per queste realtà, il nuovo sistema non cambia il modello operativo.
Al contrario, il filtro colpisce soprattutto chi costruiva le proprie attività su pratiche irregolari, come:
- la falsificazione dei numeri telefonici
- l’utilizzo di call center esteri non dichiarati
- l’elusione delle normative sulla protezione dei consumatori
L’effetto complessivo è una progressiva pulizia del mercato, che diventa più regolato, più trasparente e più competitivo per gli operatori etici.
In un contesto in cui diminuiscono le chiamate fraudolente, anche la percezione del teleselling tende a migliorare, con benefici diretti per le aziende che basano la propria attività su modelli commerciali corretti.
Il posizionamento di Comverta

In questo scenario, l’introduzione del filtro anti-spoofing rappresenta un passo importante verso un mercato più equilibrato.
Per realtà come Comverta, che da sempre operano con pratiche commerciali trasparenti e nel pieno rispetto delle normative, il cambiamento non richiede un adattamento del modello operativo. Al contrario, rafforza un approccio già consolidato.
L’identificazione chiara delle chiamate, il rispetto delle regole e la costruzione di una relazione basata sulla fiducia con il consumatore sono elementi centrali nel modo in cui Comverta gestisce le attività di contatto e di sviluppo commerciale.
In un contesto più regolato e trasparente, questi elementi diventano ancora più rilevanti, perché contribuiscono a distinguere le aziende che operano con professionalità da chi ha fatto ricorso a scorciatoie o pratiche irregolari.
Un ecosistema più sano e sostenibile

Il filtro anti-spoofing introdotto da AGCOM non è soltanto una misura tecnica per contrastare le chiamate fraudolente. Rappresenta anche un passaggio importante verso un ecosistema di telemarketing più sano e sostenibile.
Riducendo la presenza di numerazioni falsificate e di pratiche illegali, il sistema contribuisce a ristabilire maggiore fiducia tra aziende e consumatori. Un elemento fondamentale in un mercato in cui la qualità del contatto e la trasparenza della comunicazione fanno sempre più la differenza.
In questo contesto, le aziende che hanno sempre scelto di operare in modo corretto e trasparente possono trovare nuove opportunità di crescita, rafforzando il rapporto con i clienti e valorizzando un modello di relazione commerciale basato sulla fiducia.
È proprio in questa direzione che realtà come Comverta continuano a sviluppare il proprio approccio al teleselling, puntando su identificabilità, correttezza e qualità della relazione con il cliente.
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